Perchè moltissime aziende grandi o piccole, storiche o recenti, che producono beni o servizi, non hanno alcuna percezione della necessità di essere visibili, di investire nello sviluppo di reputazione, coerenza e trasparenza, di porsi come soggetto dialogante, di darsi una forma riconoscibile?

problemi di comunicazione

La risposta è nella mancanza dell’aggiornamento dei processi relazionali,  sintetizzabili in sole due parole: marketing e comunicazione.
Vorrei rimanere su alcuni concetti che attengono alle precondizioni necessarie per iniziare un percorso virtuoso. E per fare questo sono convinto che sia necessario ritornare a pensare e ad agire con buon senso, semplicità e logica. Ad alcuni spacciatori di modernità potrà sembrare un percorso nostalgico, un ritorno al passato ma sempre più spesso assistiamo, nell’ambito del nostro lavoro, a meeting aziendali dove si parla di argomenti poco conosciuti, infarciti di terminologie anglosassoni, frasi prese a prestito e riproposte fuori contesto, considerazioni su trend e consumatori completemente infondate, senza alcun riscontro oggettivo, basate prevelentemente su sensazioni personali, ecc.

Cerchiamo di costruire partendo dalle fondamenta e non dal tetto.

Oggi, come mai era stato in precedenza, l’impresa ha la possibilità di analizzare scientificamente lo scenario di contesto dove si svolge e si svolgerà la competizione, quali siano le proprie reali potenzialità o i punti di debolezza, di capire se stessa, la propria identità, la percezione che ne hanno i propri intelocutori, nella sua accezione più ampia possibile.
Da qua bisogna partire: con semplicità, chiarezza e onestà intelettuale è fondamentale che l’organizzazione poggi su solide basi, acquisisca consapevolezza del proprio dna, della propria collocazione o posizionamento, delle proprie ambizioni e aspettative.
La consapevolezza acquisita genera sicurezza e determinazione. 
Assolutamente necessaria una attività di rebranding (in alcuni casi l’italiano non ci aiuta: ridisegnare l’identità aziendale) e di messa a punto tutti gli strumenti neccessari per rendere reale e visibile l’organizzazione, sia nella forma che nei contenuti. 
A questo seguirà una vera e propria attività di comunicazione e promozione che dia concretezza e visibilità al marchio, ai prodotti o servizi offerti.

Raccomandazione

Non ritengo sia più possibile che molte aziende non dedichino a questi temi una particolare attenzione, in primo luogo investendo in risore umane interne all’organizzazione e poi trovando affidabili partner esterni per quanto riguarda tutta una serie di competenze. Negli anni abbiamo assistito e continuiamo ad assistere ad un approccio su queste tematiche completamente inadeguato, privo di qualsiasi volontà di comprensione e di miglioramento.
Siamo consapevoli che l’imprenditoria italiana, in linea di massima, abbia avuto in passato e continui ad esprimere grande energia, capacità di relazione, di creatività e di determinazione. Questo ha sempre funzionato in un mondo circoscritto dove la relazione era spesso costruita personalmente, con un tipo di processo che oggi è completamente mutato.
Intercettare interlocutori interessati in un mondo sempre più vasto, con profili trasversali e verticali nello stesso tempo e in ambiti territoriali sempre più vasti, ha modificato sostanzialmente l’approccio al marketing e al modo di comunicare.
In sostanza aprire nuove relazioni, mantenere un dialogo nel tempo, avviare processi di fidelizzazione e sopratutto rendendo il tutto profittevole, non può essere più lasciato ad attività sporadiche, disomogenee e senza aver messo il tutto “a sistema”, delineandone i contenuti, i ruoli, i tempi, ed anche, non da ultimo, gestendone i processi e verificandone i risultati.

Conclusione

Ricordo a tutti – aziende, istituzioni, clienti, fornitori e naturalmente anche a noi stessi – la necessità di sviluppare e condividere conoscenza e di imprimere una accelerazione in termini di innovazione al fine di 
incidere maggiormente sui processi che, se corretamente indirizzati e gestiti, generano nuove energie.

Visto che siamo gente di mare perfetto il concetto:
Non esiste vento favorevole per chi non sa dove andare

 

Mattia Morgavi